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Realizzato attraverso sbalzo manuale su lastra sottile di alluminio, Dragone sviluppa una struttura dinamica costruita per tensione interna e controllo del rilievo.
La figura non è trattata in chiave narrativa, ma come superficie in trasformazione: la luce definisce ritmo e profondità, mentre il volume emerge dalla pressione calibrata esercitata sulla materia.
L’opera indaga il rapporto tra linea organica e costruzione formale, trasformando l’immagine in una configurazione strutturale dove il movimento nasce dall’equilibrio tra spinta e resistenza della materia.
Dalla serie Forma Organica e Figura